ADULTI E TERZA ETA'

Adulti e Terza Età2020-10-01T10:11:53+00:00

Project Description

Difficoltà di relazione, ansie specifiche, disturbi dell’umore o che coinvolgono aspetti della mente e del comportamento.

Le difficoltà sono tante e spesso si accumulano, voi però non siete il vostro disturbo, siete persone.

Insieme ricostruiamo la vostra storia, quella dei vostri problemi: faremo una ‘foto’ per capire da dove nascono e a cosa sono legati. Stabiliamo degli obiettivi e iniziamo una terapia ‘pratica’ con l’apprendimento di diverse strategie, per trovare quelle più efficaci e che vi sono più congegnali.

In psicoterapia applicare semplicemente dei protocolli è limitante e riduttivo perché significa considerare solo parzialmente la complessità psicologica dell’essere umano e tutte le caratteristiche individuali che ci diversificano influendo sul quadro finale generale. Pertanto è necessario tenere il più possibile aperta la prospettiva da cui si ricavano uno o più percorsi terapeutici.

La consapevolezza dà forza

Vi accompagno sul percorso facendovi vedere da un altro punto di vista cosa vi sta succedendo, come agiscono a livello cerebrale i disagi che vi accompagnano. Procedendo per steps vi fornirò rimandi e restituzioni per darvi consapevolezza, in tempo reale, delle vostre reazioni e dei vostri progressi. Se la qualità di vita raggiunta sarà per voi quella sperata, il nostro rapporto potrà considerarsi concluso.

Adulti e Mindfulness

La mindfulness è un atteggiamento mentale, un processo psicologico fondamentale che può modificare il modo in cui rispondiamo alle inevitabili difficoltà della vita, non solo alle sfide esistenziali quotidiane (come lo stress), ma anche a problemi psicologici gravi, come le tendenze suicidarie (Linehan, 1993), la depressione cronica (Segal, Williams e Teasdale, 2002), il disturbo ossessivo-compulsivo (Didonna, 2009)

Cos’è la Mindfulness?

LOGOPEDIA PER GLI ADULTI
E LA TERZA ETA’

La logopedia in ambito otorino laringoiatrico si occupa in gran misura di persone con problemi di voce (disfonia). Ogni giorno utilizziamo la voce e comunichiamo tra di noi con diversi stati d’animo. La voce si intesse dei nostri sentimenti e ci aiuta a comunicarli; ci riconosciamo in essa e fa parte di noi con tutte le sue caratteristiche. Se, ad un tratto, ci venisse a mancare o diventasse rauca non la riconosceremo più e comunicare sarebbe faticoso. Le patologie trattate in ambito neurologico invece sono legate a malattie cerebrovascolari come l’ictus, malattie cronico degenerative quali Parkinson o Alzheimer, fattori incidentali come Trauma Cranico oppure al decadimento cognitivo.

FAQ ADULTI

LOGOPEDIA – La disfonia2020-05-10T18:32:03+00:00

La disfonia è un’alterazione della voce parlata, cantata e gridata che si manifesta con la mancanza di voce, voce rauca, fatica fonatoria, bruciore faringeo, sensazione di corpo estraneo in gola.

Se la disfonia dura da almeno 15 giorni è fondamentale rivolgersi ad uno specialista foniatra per sottoporsi ad un esame endoscopico.

Molteplici sono le cause che possono determinare una disfonia.

Essa può dipendere da lesioni organiche a carico delle corde vocali per esempio noduli, polipi, granulomi, edema di Reinke…, da patologie di origine psichica, da patologie neurologiche, da patologia della muta vocale, da un uso inadeguato della voce; in quest’ultimo caso si parla di disfonia disfunzionale.

 

La disfonia disfunzionale colpisce prevalentemente quei oggetti che utilizzano la propria voce a fini professionali come insegnanti, avvocati, speaker, cantanti, attori ma anche gente comune che abusa della voce frequentemente sia in termini di intensità, altezza tonale e impostazione (malmenage), quantità e velocità di eloquio (surmenage), sconvolgendo così l’equilibrio e la coordinazione tra apparato respiratorio e organi fono-articolatori.

Se la voce non va bene cosa fare?

Se la disfonia si ripresenta sempre dopo un aumento del carico vocale e se il tempio necessario per il recupero e la necessità di riposo vocale tendono ad aumentare con il ripresentarsi degli episodi di abuso, dai disfonia disfunzionale può complicarsi dando origine a laringopatie organiche.

In questo caso sarà indispensabile consultare un medico foniatra ed un logopedista.

Alcuni consigli pratici in presenza di disfonia:

  • evitare imitazioni di voci e suoni innaturali ;
  • ridurre al minimo gli eccessi vocali come il gridare;
  • non raschiare la gola;
  • evitare sbalzi termici;
  • evitare cibi e/o bevande troppo fredde o troppo calde;
  • evitare durante sforzi fisici eccessi vocali;
  • bere molto;
  • se si verifica un abbassamento di voce che si protrae Più di 10 giorni, rivolgersi allo specialista;
  • eseguire training logopedico;
  • sottoporsi almeno una volta all’anno a una visita specialista otorinolaringoiatrica completa, rivolgersi possibilmente sempre allo stesso specialista. 
LOGOPEDIA – Consigli utili per il paziente con perdita del linguaggio post-ictus2020-05-15T07:47:58+00:00

Cosa posso fare per  un familiare o un amico, che ha perso l’uso del linguaggio?  

La comunicazione è una relazione, qualcosa che si fa insieme. Dunque ottimizzare uno scambio significa “collaborare”, fare ognuno la propria parte.  Significa costruire tutti insieme delle “rampe Comunicative” che ci permettano di venirci incontro, superando la distanza creata dal disturbo.  Perché, la vita è più grande della Afasia.

Per il famigliare:

Sono la figlia di un persona colpita da ictus celebrale, non sono sicura che mi capisca cosa posso fare ?

· Non affidarti solo alla parola, fornirsci informazioni anche attraverso altre modalità. Utilizzare a questo scopo aiuti visivi (mappe, calendari…) ritmo dell’eloquio ( scandite bene le parole)

A volte mi innervosisco perché devo aspettare tanto prima che mi risponda cosa posso fare per non rovinare i nostri momenti insieme?

· Dai una giusta opportunità al tuo interlocutore. Ascolta e aspetta. Sii paziente.

· Trova un luogo tranquillo e dai alla persona una occasione di esprimere se stessa.

· Evita situazioni con troppi interlocutori

· Evita ambienti rumorosi

Sono afasico, cosa posso fare per comunicare meglio?

· Prenditi tutto il tempo che ti serve per comunicare ciò che vuoi.

· Quando non trovi le parole utilizza i disegni, i gesti, le espressioni del volto o la scrittura;

· Quando non hai capito, chiedi a chi ti sta parlando di ripetere;

· Evita di parlare in ambienti rumorosi;

· Chiedi agli altri di parlare uno per volta:

· Non ti preoccupare se non parli perfettamente;

· Evita di parlare quando sei ansioso o agitato o stanco;

· Chiedi consiglio al tuo logopedista;

Rivolgiti alle associazioni per avere consigli o informazioni.

LOGOPEDIA – DISFAGIA2020-05-10T18:28:16+00:00

Cos’è la disfagia e come la si affronta

La disfagia, cioè la difficoltà a masticare o a deglutire cibi solidi o liquidi, è dovuta a una alterazione dei movimenti e della sensibilità della bocca e della gola.

Si verifica quando un boccone va di traverso, perché il cibo, invece di scendere nell’esofago e nello stomaco, va nelle vie respiratorie e nei polmoni.

Tra i segni di disfagia individuiamo::

  • tosse durante o subito dopo l’assunzione di cibi o bevande
  • sonorità della voce umida o gorgogliante durante o dopo l’assunzione di cibi o bevande
  • sforzo elevato o tempo prolungato nella masticazione e nella deglutizione
  • perdita di cibo o liquidi dalla bocca o stasi nel cavo orale – ricorrenti polmoniti o episodi di soffocamento
  • perdita di peso o disidratazione causate da una nutrizione insufficiente.
  • malnutrizione o disidratazione
  • rischio di aspirazione (il cibo o il liquido entrano nelle vie aeree) con conseguenti polmoniti e patologie polmonari croniche
  • perdita di motivazione all’alimentazione o all’assunzione di liquidi
  • Imbarazzo o isolamento in situazioni sociali legate ai pasti

Alcuni consigli per evitare che il cibo vada di traverso:

  • Mangiare sempre seduti comodamente, con il capo rivolto verso il petto.
  • Restare in posizione seduta per almeno 30 minuti dopo il pasto.
  • Il capo piegato verso il petto favorisce la discesa del cibo nello stomaco.
  • Evitare di parlare mentre si mangia,
  • cercare di tossire volontariamente ogni 2-3 bocconi.
  • I liquidi vanno facilmente di traverso. Per ovviare a questo problema si possono utilizzare gli addensanti presenti in commercio. Si raccomanda di bere lontani dai pasti per non mescolare in bocca liquidi e cibi solidi insieme.
  • La consistenza ideale del cibo è quella degli alimenti semisolidi che mantengono intatto l’odore ed il sapore del cibo: purè, yogurt… Le minestrine e i minestroni non frullati e passati, sono vietati, perché l’insieme di liquido e solido favorisce la disfagia.
  • Evitare ambiente troppo rumorosi ed evitare di parlare.
  • Lavare bene i denti, la dentiera e la bocca dopo mangiato, per evitare infiammazioni e stimolare la sensibilità.

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